• 17 Aprile 2020

“Vola solo chi osa farlo”

“Vola solo chi osa farlo”

“Vola solo chi osa farlo” 1024 680 EcoCircus la greenEcomedy di Luca Regina

“Vola solo chi osa farlo”

Addio Sepulveda, scrittore che hai vissuto. L’hai sempre confessato che hai vissuto. Come Neruda, tuo celebre e amato fratello cileno. Una parte della mia vita, passata a leggerlo negli anni 90, rimane senza parole. Incredula e poi triste e abbandonata.

L’ho conosciuto con il Diario di un killer sentimentale. In quel titolo c’era già tutto l’universo e il DNA sepulvediano. Un uomo che ha vissuto la vita con durezza e delicatezza. Ogni suo libro è in qualche modo autobiografico e il suo modo di vedere la vita traspira da ogni pagina. Un combattente scrittore, un uomo che della sua vita ha fatto un romanzo e che ha sempre detto quello che pensava. In un mondo in cui spesso nascondiamo quello che veramente pensiamo, lui salutava sempre col pugno chiuso.

Si spezza un legame che ancora avevamo con un certo tipo di America Latina, pura e don chisciottesca, che da oggi sarà orfana di un sognatore e sarà un po’ più sola, in ostaggio di cupi personaggi che stanno facendo tornare in vita paure e fantasmi del passato. Un passato che lui ha sempre e coerentemente combattuto. Dopo il sogno del governo di Allende, Pinochet l’ha fatto incarcerare, esiliare e costretto ad andarsene. In giro per il mondo e spesso in Italia.

Ha colorato la sua vita di tutti i colori possibili, Sepulveda. Ma nel suo cuore le ferite della dittatura hanno lasciato il segno tanto da fargli spesso dire che alla morte di Pinochet avrebbe stappato una bottiglia di champagne. Animo ribelle, rivoluzionario, artistico. Amava contaminarsi e collaborare con attori, musicisti e altri scrittori. Un cantastorie che amava affabulare con i suoi personaggi e le sue atmosfere picaresche.

Per capire subito il personaggio basta pensare a un episodio. Nel 1969 vince il premio Casas de las Americas e una borsa di studio di cinque anni per l’università Lomonosov di Mosca, un sogno per un rivoluzionario cileno. Lui parte e si trasferisce in Unione Sovietica ma dopo pochi mesi viene espulso per i suoi atteggiamenti libertari o forse per questioni amorose… poco importa, tutte e due le motivazioni potrebbero andar bene. Lui era cosi, libertad y amor.

Sepulveda era mai domo e non accettava le prevaricazioni di potere sugli uomini e tantomeno sull’ambiente e sugli animali. Era un attivista ecocombattente! Me lo immagino allora ancora una volta, salutandolo, con la sua immancabile sigaretta in bocca, a guardare in lontananza l’arrivo delle baleniere, a bordo di una barca di Greenpeace.

Grazie di aver vissuto Sepulveda.

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