• 15 Novembre 2019

La personalità degli alberi

La personalità degli alberi

La personalità degli alberi 1024 460 EcoCircus la greenEcomedy di Luca Regina

Giardini Reali – Torino – Anno Domini 1977

Da bambino mi ricordo che la nostra maestra ci portava al parco a raccogliere le foglie.
Ai Giardini Reali, a Torino, anni ’70.

Foglie che poi venivano messe in un quaderno e andavano a formare il nostro colorato erbolario. Quanti nomi nuovi per noi, faggio, ippocastano, betulla…
Forse è li che è nata la mia passione per gli alberi. Da sempre mi piace osservarli, mi sembrano delle persone. Persone che amano stare in gruppo o da sole. Ognuna pettinata in modo diverso.
E grazie alla pettinatura mi immagino anche il carattere e la personalità di ogni albero.

Dai, il cipresso, con la sua forma appuntita, un po’ se la tira. Ha qualcosa di aristocratico.

La palma, è solare, ama la vita notturna e durante il giorno, se potesse starebbe tutto il giorno a bere latte di cocco ghiacciato al beach bar.

E il salice piangente?

È un po’ stizzoso secondo me, e al minimo problema è uno che inizia a piangere. Si, il nome è azzeccato.
Quando poi c’è la nebbia, gli alberi diventano dei giganti solitari che ci guardano. Capisco chi li abbraccia e secondo me a loro piace essere abbracciati. Abbracciati si ma non tagliati e seviziati, cavolo!

Ultimamente ho visto un platano di 700 anni. Cioè dico, 700 anni!!!
Ma quante ne ha viste e quanti abbracci e oltraggi avrà ricevuto?
Ma alla fine, ha vinto lui.
È ancora li ad osservarci, noi che pensiamo di avere solo diritti e mai doveri nei confronti della natura.

E tu, che albero sei?

Ma Luca Regina chi?

Un comico dissacrante, un abile intrattenitore, uno spumeggiante comunicatore, un virtuoso della magia, un ricercatore dell’assurdo.

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