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Ritorno al parco… 1024 640 EcoCircus la greenEcomedy di Luca Regina

Ritorno al parco…

Ritorno al parco…

Oggi è un grande giorno, dopo 52 giorni porto mio figlio al parco. Finalmente, ne ha bisogno. Leonardo ha 7 anni e ha voglia di correre e giocare all’aria aperta. Tra le varie conquiste di questa seconda fase c’è quella di portare i bimbi a giocare al parco e allora ne approfitto subito.

Si, i bimbi possono tornare a correre, a fare capriole, a saltare qua e là e ad arrampicarsi sugli alberi ma attenzione, l’uso di altalene e scivoli pare sia ancora vietato. Mi viene subito un pensiero un po’ angosciante, devo igienizzare tutto quello che toccherà? Fontane, cancelli, alberi e decine di cose toccabili? Ok, faro’ finta di niente tanto il virus non è così certo che viva sulle superfici per alcune ore. L’ho letto da qualche parte.

La mascherina però dobbiamo metterla tutti e due. Si, dal 4 maggio le mascherine proteggono dal virus. Prima probabilmente erano fatte di altri materiali e non funzionavano.

Allora, lui è pronto, mascherina pronta nel taschino, borraccia per l’acqua nello zaino e… i guanti li deve mettere? In effetti se tocca la fontana e magari qualche alberello… Solitamente, quando esce da scuola, anche a dicembre, vuole subito togliersi il giubbotto perché dice di avere caldo e voglio proprio vedere per quanto sopporterà i guanti in lattice a maggio dopo aver corso per tutta la metratura del parco in lungo e in largo. Mannaggia  però non sono riuscito a trovarli da nessuna parte… e vabbè, per questa volta gli faccio usare quelli in pile.

Adesso direi che siamo pronti. Ma prima di uscire di casa, mi assale un terribile dubbio! Ci stavo pensando da giorni ma poi l’euforia di fine quarantena mi ha fatto dimenticare questo atroce dilemma. Io, per andare al parco, come mi vesto? Ma che domanda è questa? Si, oggi devo decidere se vestirmi normalmente o da giocatore di football americano o da lottatore di wrestling. Proprio così, perché a volte prevedo il futuro.

Leonardo appena arrivati al parco, vedrà da lontano un suo compagno di scuola che non vede da 52 giorni e comincerà a correre come un pazzo verso di lui. Mi vedo già la scena al rallenty. Lui che corre come nel film Momenti di gloria, lo sguardo dei presenti in preda al panico rivolto ai bambini che stanno per abbracciarsi e poi in modo ostile nei miei confronti e la mia corsa con placcaggio finale stile foootball americano. Siiiii, l’ho fermato a 1.5 metri dall’amico!!! Il distanziamento sociale è stato rispettato. Esulto per un attimo, una signora viene a stringermi la mano (col guanto) ma lui si rialza e allora comincia la lotta stile wrestling con calci e pugni. Sento cori di incitamento per me e anche i vigili accorsi applaudono compiaciuti quando vedono che ho la meglio. Ma nel frattempo il parco si è trasformato in una mega arena. Passeggini che volano in aria, ciucci lanciati come sanpietrini e biberon usati come bombe molotov dai più grandi. La situazione a noi genitori sicuramente poi sfuggirà di mano e dovremo arrenderci. Saremo costretti a vederli giocare tra di loro senza il rispetto della distanza di sicurezza. Rassegniamoci, andrà a finire così e non solo nei parchi. E il virus? Boh, ho letto da qualche parte che tra i bambini forse non si diffonde.

Ma secondo voi, creatori di decreti ai tempi del coronavirus, a un bambino basta andare al parco a fare le capriole e correre tutto solo? Ma ci avete pensato che per un bambino il gioco di gruppo e’ alla base della propria crescita e rappresenta un qualcosa di fondamentale a livello educativo? I bambini devono giocare in gruppo, punto e basta. Bisogna trovare una soluzione concreta a questo problema. È una priorità! Ma, ultimo dilemma del giorno, che adulti saranno i bambini che non possono oggi giocare  insieme?

Orizzonte
Fase 2, w la libertà! 1024 683 EcoCircus la greenEcomedy di Luca Regina

Fase 2, w la libertà!

4 maggio 2020, inizia una nuova fase della nostra vita.

In molti esultano perché la Fase 2 rappresenta, dicono, un passo verso la riconquista della nostra libertà. Possiamo di nuovo fare una serie di cose, per esempio andare al parco a correre. Quindi, chi non sente il bisogno di andare al parco a correre era già libero prima? Chiedo per un amico sia chiaro.

Il 4 maggio è uno spiraglio di luce, come ha detto Gabriele Romagnoli su Repubblica in un bellissimo articolo. Quanti hanno sacrificato la propria vita per la parola libertà… Ma esattamente, cosa sarebbe la libertà? Chiedo, sempre per lo stesso amico.
Oggi è una giornata di grandi interrogativi! I grandi temi dell’esistenza, scritto a caratteri cubitali.

Sicuramente a tutti noi è capitato di iniziare discussioni con qualcuno su cos’è la libertà. Mi ricordo più volte di aver iniziato queste discussioni ma non mi ricordo mai esattamente come sono andate a finire. Si perché sono sempre finite a tarallucci e vino e spesso mi hanno poi causato dei bei mal di testa.

Ognuno ha una sua idea di libertà e se chiedi di spiegartela, spesso dopo un po’ non si capisce più niente e la stessa persona che ti parla comincia poi a balbettare concetti incomprensibili.
C’è chi cita Camus, chi Aristotele, chi cita canzoni, chi John Lennon e così via. A proposito di canzoni, io in tutto questo periodo della quarantena, mi sono ritrovato spesso a canticchiare tra me Viva la libertà di Jovanotti. Mi piace il ritornello e il titolo nella sua jovanottiana semplicità. Ma se poi andiamo ad analizzarne il testo, anche lui dopo un po’ diventa poco credibile e infantile.
Se ci facciamo caso, tutti quando parliamo di libertà dopo un po’ diventiamo infantili e facciamo esempi quasi da asilo proprio perché forse la libertà vera è quella che abbiamo provato quando eravamo bambini. Puri, quando vivevamo solo per il gioco e nessuno era ancora riuscito a inculcarci certi concetti e “dogmi” del mondo degli adulti.
Forse, per essere liberi dobbiamo tornare a essere tutti un po’ i bambini che eravamo.

Ma tornando all’attualità, adesso che posso uscire un po’ di più di casa, sono libero?
Mah, basta uscire di casa per essere liberi?!
Nella mia testa inizia adesso un mantra, a base di “quindi”, attenzione…
Quindi se posso tornare a lavorare sono libero?
Quindi se posso andare a trovare i congiunti sono libero?
Quindi se posso andare a tagliarmi i capelli sono libero?
Quindi se posso andare a ritirare la pizza sono libero?
E così via…

Ecco, ricomincia a venirmi il mal di testa anche perché per aumentare la mia confusione mi viene in mente il pensiero di Michel de Montaigne che diceva che “la vera libertà consiste nel sapersi dominare in tutte le cose.” Quindi?
Forse la libertà è un concetto e uno stato talmente forte dell’essere umano che nessuno potrà mai riuscire a rubartela se sei consapevole di averla a prescindere. Bisognerebbe sempre avere la consapevolezza che possiamo fare alcune cose perché siamo liberi. Dovrebbero inventare qualche aggeggio che quando fai qualcosa grazie alla libertà lui emette un suono! Dobbiamo conoscerla, capire quando ci sta facendo veramente godere di qualcosa ma soprattutto dobbiamo capire quando la nostra libertà sta prevaricando sulla libertà altrui. È proprio questo il punto. E questo discorso vale anche e soprattutto nei confronti dell’ambiente. Dobbiamo capire e definire meglio fin dove possiamo arrivare nei suoi confronti. Elementare Watson!

Nella lingua greca che spesso riesce a definire e descrivere in modo incredibile e sorprendente alcuni concetti, la parola libertà vuole anche dire “definire i propri limiti”. Secondo me questa è la definizione più sublime che ci sia e che non lascia spazio a nessun tipo di fraintendimento. D’altra parte i greci sono sempre stati molto precisi nel chiamare le cose col termine giusto. Pensate che in greco rosa si dice triandafilo. Trenta petali. Aprite una rosa e contate.

Sto iniziando a straparlare?
Vabbè, vado a prendere i tarallucci e il vino.
Lo sapevo che andava a finire così…